
Ristorante
"Al Bue Grasso"
Carrù (cn)

Specialità Gran Bollito
Cucina alla Piemontese
Grigliate Miste
Tagliate di Manzo
Mostra Fotografica Permanente
Ampio Parcheggio
Dehors Estivo
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In origine la zona dove oggi è edificata Carrù era abitata dai Celti Bagienni.
In tempo medioevale Carrù fece parte della Contea di Bredolo (Mondovì) e nel 901 passò sotto l'amministrazione della signoria dei Vescovi d'Asti. Nel 1250 fu ceduta nuovamente al comune di Mondovì alla famiglia dei Bressano. Sottomessosi agli Angiò, Carrù passo' nel 1258 alla famiglia francese e nel 1318 ai principi d'Acaia sino al 1370, anno in cui passo' sutto al marchese di Monferrato.
Passò quindi sotto i marchesi di Ceva nel 1372 e nel 1418 sotto Ludovico Costa, Luogotenente del principe Ludovico d'Acaia: il feudo resterà nominalmente alla famiglia Costa sino al 1872.
Nel XVI secolo Carrù fu preda di saccheggi e di stragi da parte delle truppe francesi e spagnole, nonché decimata da pestilenze e carestie. I Carruccesi si vendicarono nel 1704 quando durante la secessione in Spagna furono tenute prigioniere duecento truppe provenienti da Francia e Spagna. Nel 1706 più di trecento Carruccesi presero parte alla difesa di Torino contro gli Austriaci, i quali tra il 1726 ed il 1728, transitando per la zona, si fecero rifornire dagli abitanti del paese, assestando un duro colpo all'economia della zona.
A Carrù transitò pure Napoleone Bonaparte, la sera del 23 aprile 1796 (dopo le vittorie sulle truppe austro-ungariche a Dego, Cairo Montenotte, Cosseria, Millesimo, San Michele Mondovì e Mondovì), durante la sua discesa in Italia. Le sue armate si fermarono a dormire sulla collina Preosa, mentre Napoleone dormì in paese, in una casa nell'odierna via Mazzini appartenente all'avvocato Piero Antonio Massimino, decretando che 60.539 lire dovevano essere date ai suoi soldati come tassa da parte dei cittadini.
Nel 1799 si stanziarono le truppe austro-russe che, dopo le razzie dei francesi, dilapidarono Carrù di viveri e ai cittadini furono imposte pesanti tasse.
Dopo la Battaglia di Marengo nel 1800 i francesi tornarono a Carrù, devastando la campagna ed imponendo nuovi e pesanti tasse, rimanendovi sino al 1815, l'anno della restaurazione.
Durante la seconda guerra mondiale. le truppe tedesche presero il controllo del castello di Carrù (oggi sede della Banca Alpi Marittime) e durante il periodo della liberazione morirono diciassette partigiani Carruccesi nel tentativo di liberare il paese, tra i quali era presente Giuseppe Perotti (Medaglia d'oro al Valor Militare).
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La fiera del Bue Grasso
La fiera del bue grasso è un tradizionale appuntamento commerciale e folkloristico. Le prime luci dell’alba, il freddo intenso, l’arrivo dei migliori capi bovini di razza piemontese, le giurie al lavoro, la premiazione con le prestigiose gualdrappe e poi scodelle di minestra di trippe con l’apoteosi del gran bollito di Carrù, sono tutti aspetti da cogliere per apprezzare al meglio il fascino di una delle più antiche fiere del Piemonte. La fiera, con qualifica nazionale e di tipologia mostra mercato, si svolge:
a Carrù, presso il foro boario in Piazza Mercato, il secondo giovedì antecedente il Natale.
La fiera del Bue Grasso negli Anni 1935-1955
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![]() Chiesa di San Fiorenzo, un autentico gioiello dell'arte gotica. | ![]() Costruita sulla tomba del Santo agli inizi del II° millennio |
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![]() Costruita sulla tomba del Santo agli inizi del II° millennio, come testimonianza tangibile di una fede profonda, tramandata per generazioni, fu dapprima "cappella del pellegrino" che si affacciava su una delle più importanti vie del sale e, attraverso l'immagine del grande San Cristoforo dipinto sull'ingresso, invitava i viandanti alla sosta | ![]() Raffigurazione del Processo a San Fiorenzo |
![]() La sua semplice struttura racchiude all'interno un ciclo di affreschi così straordinario ed imponente da lasciare stupefatto il visitatore |


La Casa della Piemontese è il primo museo dedicato ad una razza bovina realizzato in Italia, ed il secondo assoluto in Europa, dopo la Maison du Charolais di Charolles. Nella regione borgognona, dipartimento di Saona e Loira, la Maison è diventata una tappa obbligatoria per allevatori, turisti e gourmand.
L’Azienda Vitivinicola Gallo sorge sulle colline delle Langhe, in Frazione Lo Sbaranzo, nel territorio di Clavesana in provincia di Cuneo. Produce vini con uve provenienti da vigneti situati nel Comune di Clavesana. L’azienda a conduzione familiare risale al 1795 con la nascita dell’antenato Giuseppe Gallo , contadino benestante e abile viticoltore.
Ormai alla quinta generazione, la gestione dell'azienda è affidata al giovane produttore Ivan Aldo Gallo.
Il rispetto della tradizione si coniuga con le moderne tecniche di coltura e di vinificazione, che assicurano una produzione altamente qualificata.
Attualmente l’Azienda Vitivinicola Gallo, coltiva esclusivamente vigneti di Dolcetto e Barbera.

